Pubblicato in: Diario

Microchip sottocutaneo? Io lo metterei subito

Certo se parliamo di microchip sottocutaneo gli animi si scaldano subito. Ma quando mi capitano questi momento di ‘buio’ (in senso figurato ma anche reale e concreto), mi accorgo di quanto la tecnologia sia un aiuto importante e mi diventa sempre più difficile capire chi della tecnologia vede solo cose cattive.

Prendete me, per esempio, ora. Sto dettando al mio iPhone questo articolo. Lo detto perché non ci vedo da un occhio (neurite ottica da SM) e scrivere è doloroso. Dettare comporta il rischio di errori, è vero, ma spero che nel caso comprenderete. È comunque un modo per restare in contatto con il mondo. La tecnologia.

Posso stare a letto, mettere il cellulare in modalità ‘voice over’ e farmi leggere un libro (Il grande lucernario di MariaGiovanna Luini). Grazie a Amazon prime video posso ascoltare qualche film (che non è come vederlo ma almeno passo il tempo).

Ma posso anche continuare a chattare con i miei amici su Facebook o whatsapp. La tecnologia mi permette di fare cose che qualche anno fa erano impensabili.

La prima volta che ho avuto un problema di vista simile era il 2006. Non avevo queste tecnologie a disposizione e ricordo che passavo ore sul divano ad ascoltare la tv o a letto a dormire. Erano giornate infinite. Giornate in cui i pensieri più assurdi mi passavano nella mente. “Se la vista non torna… è assurdo vivere così”. Perché non vedevo (è il caso di dirlo) soluzioni che mi permettessero autonomia.

Ecco. Tutto questo giro di parole per dire ai detrattori della tecnologia e agli amanti del tiro al bersaglio con le multinazionali che, prima di sparare a zero contro qualche nuova tecnologia, dovrebbero fermarsi e pensare che un giorno potrebbero giovarne anche loro. La vita è imprevedibile e tutti può succedere a tutti.

Anche un microchip sottocutaneo ha le sue cose belle. Per esempio, a me in sedia a rotelle permetterebbe di non dover prendere il portafoglio quando sono alla cassa del supermercato o di aprire la porta di casa senza cercare le chiavi (e credetemi che quando piove e fai già fatica a spingerti sarebbe utilissimo).

Autore:

Mamma di 3 figli (1 maschio e due femmine), laureata in scienze dell'educazione e della formazione, scrivo, leggo, viaggio sulla mia sedia a rotelle dal settembre 2013).

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