Svago e Divertimeno Vita da Mamma

8 anni: YouTube, minecraft e settimana enigmistica

Capita spesso di sentire genitori che si lamentano del fatto che i loro figli, anche piccoli, stiano troppe ore attaccati alla tv o a YouTube. E leggo anche spesso di genitori che iniziano i loro figli sin da piccoli a letture, giochi ecologici, giochi ‘intelligenti’, o che li tengono volontariamente lontani da elettronica e simili. Beh. Io no. Io ho tre figli. La più piccola ha ormai 8 anni. E usa tranquillamente YouTube, il mio iPad, potranno il decoder di Sky e legge. Oltre che giocare con i Lego, programmare un piccolo robot drone che le abbiamo regalato per Natale, giocare alla maestra e guardare la tv. Non le ho mai impedito di fare quello che si sentiva di fare. Da piccola scriveva sui muri, quando ho traslocato ho dovuto comprare una latta di vernice bianca per far tornare i muri quasi normali.

Ogni tanto ho provato a dirle di leggere qualcosa o di fare qualcosa, ma il risultato era che leggeva una pagina sbuffando e con fatica che mi innervosiva. Ho lasciato perdere. Sarebbe arrivato il suo tempo.

Ed eccolo. È arrivato. In questi giorni sta leggendo un romanzo ambientato in un mondo immaginario che conosce bene: minecraft. Già. Perché le ho comprato un anno fa il gioco che ha installato sul mio iPad prima e suo suo cellulare ora. E ci si diverte un mondo. Ah. Si. Ha un suo cellulare. Capita che il padre la cerchi e così la può chiamare. Ma lo usa in orari e momenti prestabiliti. Non ne abusa. Durante i viaggi in auto non si annoia. E quando capita che deve rimanere un pochino sola in casa la posso tenere sotto controllo. E se ha bisogno mi chiama su whatsapp. Avere un cellulare l’ha stimolata ad impegnarsi a leggere e anche a scrivere in modo corretto.

E ieri, sorpresa. Ha voluto comprare il suo primo numero de ‘la settimana enigmistica junior’. E ha iniziato da sola a fare i cruciverba. Ha iniziato da sola, ma è stato un attimo ritrovarsi sedute al tavolo e cercare insieme le soluzioni alle varie domande. C’erano cose che lei non sapeva e che chiedeva a me. Ma sono certa che alcune cose se le ricorderà.

E così, senza spingerla a fare nulla di quello che non le andava, senza impedirle di usare YouTube o guardare la tv, Andrea Chandra a 8 anni legge romanzi e fa le parole crociate. Perché non è importante fargli fare quello che piace a noi. È importante che vedano quello che facciamo noi. Leggete, fate quello che vi piace. Prima o poi i vostri figli vi seguiranno. Seguiranno il vostro esempio.

11 commenti

  1. Ciaso sono davvero sbigottita da questo tuo post. Io vivo in Germania e sia nelle scuole, che dal pediatra e in altri posti veniamo tempestati dalle nozioni negative che provocano i tablet i cellulari e la tv. Vedo che tu ne scrivi addirittura orgogliosa. Magari rileggerti un attimino i danno che tutto ció provoca al livello celebrale? E solo un consiglio. Ciao e benvenuta nel giro delle blogger!

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    1. Magari sono gli stessi danni di cui parlavano per la tv via cavo. Magari non ho detto che usa solo quelli. Magari ho detto anche che li usa quando serve e con controllo. E magari tu mi scrivi da un tablet e usi internet e cellulare ogni giorno per molto più di quanto mia figlia faccia in una settimana. Magari prima leggere bene e poi dare giudizi. Si. Sono orgogliosa di mia figlia. Che oggi ha usato il cellulare per mostrare alla sua classe il labirinto della Masone, noi a Parma loro in classe. Oppure sono orgogliosa perchè in un video racconta la sua esperienza al museo egizio. E poi in auto ha letto Zanna Bianca. Ah. Per inciso. Scrivo sul web da 10 anni. Io mio primo libro è uscito nel 2009 ‘riflessioni di una neoblogger’. Grazie per il benvenuto ma sono nel giro da troppo tempo ormai.

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  2. Sono d’accordo sul fatto di avere meno preconcetti e dare più buon esempio! Sì è meglio poca tv, l’ideale sarebbe addirittura niente. Oltre ai divieti, però, bisogna dedicare del tempo ai propri figli, fare delle attività insieme a loro come racconti nel post. La favola della buonanotte è un appuntamento imperdibile per mia figlia, e ora lei le “legge” al fratellino, raccontandole a memoria, perchè a 4 anni ancora non sa leggere, ma già fa finta di farlo! 😉

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  3. Ho letto con interesse il tuo articolo. E mi fa piacere. Perche’ io la penso esattamente come te. Sono stata abituata a ragionare con la mia testa. E sottolineo la parola “ragionare”. Non faccio cose a caso. Faccio o cerco di fare sempre il bene di mio figlio. Adoro leggere, mi informo e mi piace confrontarmi. Ma uso la mia testa per decidere. I tablet non li ho mai demonizzati, la TV la guarda quando ne ha voglia. Da Youtube ha imparato le prime canzoncine in inglese da quando era piccolissimo. Ci sono stati anche i libri, tanti. Ci sono stati i viaggi anche, molti. C’e’ stato tutto quello che ritenevo giusto. Dando sempre il buon esempio. Mi piaci. E mi piace la tua schiettezza.

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  4. In alcune scuole (non italiane) i tablet o altro vengono utilizzati per fare i compiti. Io non riesco a capire quelle persone che assolutamente vietano ai figli di utilizzare le tecnologie. Non voglio fare polemica, ma mi sembra una presa di posizione assurda. Il mondo va verso quella direzione e sviluppare abilitá di questo tipo non fa altro che rendere i bambini piú svegli e piú in grado di vivere in questo nuovo mondo. I miei nipoti, che hanno piú o meno l’etá dei tuoi figli, fanno delle cose che io alla loro etá non pensavo nemmeno sarei mai stata in grado di fare. A 8 anni io non sapevo dire in inglese “mi chiamo Serena” e i miei nipoti, invece, fanno discorsi in una lingua non loro e grazie all’uso di questi device.
    Ma nonostante usino tablet, youtube etc etc giocano anche spesso all’aria aperta, fanno sport, condividono viaggi, momenti di vita con i genitori e hanno un sacco di amici. Io non ci vedo nulla di male, onestamente.

    p.s.: a minecraft con loro quando posso ci gioco anche io! 😛

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  5. Non ho figli quindi non ti posso dire la mia… Ma su una cosa posso commentare… L’importanza dell’esempio. Mia mamma ha sempre amato leggere e io ho ereditato la sua passione.

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