Diario

E poi… la laurea

Ne ho scritto poco. Pochissimo. Sui Social solo un paio di post. Il 13 luglio mi sono laureata. E sembra una cosa normale a me. Mi sono iscritta nel 2014 a scienze della formazione perché volevo laurearmi. Quindi la laurea è una cosa che è venuta semplice, naturale conclusione di un percorso scelto, meditato, sentito. 

Non ho smesso in questi 3 anni di fare le cose che facevo prima. Ho continuato a scrivere sul mio giornale. Ho continuato a seguire il progetto di Viaggiare Disabili. Ho seguito mia figlia prima all’asilo e dallo scorso settembre alle scuole elementari. Ho frequentato ogni volta che ho potuto e, nell’ultimo anno, sono stata eletta prima rappresentante degli studenti al consiglio di dipartimento, poi rappresentate degli studenti del dipartimento al consiglio studentesco. Sono entrata come rappresentante degli studenti nei comitati disabili di dipartimento e di ateneo. 

Ho cercato di essere sempre presente. Di collaborare con le varie persone per rendere il campus del Pionta e l’Unisi un posto più accessibile per le persone con disabilità che decideranno di studiare qui. 

Ho conosciuto persone speciali, sia tra i colleghi studenti che tra i professori e gli amministrativi. Ho apprezzato gli sforzi di tutti per migliorare e realizzare qualcosa che sia di aiuto. 

Ma i momenti più belli  di tutto questo percorso sono quelli passati con mio figlio Dejan, 21 anni, a studiare allo stesso tavolo del campus, o a mangiare in mensa chiacchierando di professori e esami. I momenti in cui ero mamma ma anche collega e compagna di studi. 

Ad ogni modo ci sono riuscita. Mi sono laureata. Con 110 e lode. E vabbè dovevo dirvi anche questo. Mi sembra il minimo. Insomma, un po’ di soddisfazione datemela. Ora si inizia una nuova fase. Quella in cui spero di riuscire a finire il libro che ho iniziato a scrivere, quella che mi vede già iscritta alla laurea magistrale. Quella che mi vedrà da settembre anche lavoricchiare dentro l’università sempre sull’accessibilità. 

E qui, su questo blog, almeno una volta a settimana vi racconterò i momenti più belli dell’essere mamma con le rotelle, tanto quelli brutti ve li raccontano sempre tutti. 

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