Diario

-18 all’intervento

Eh si, finalmente so la data esatta. Il 6 dicembre mi sottoporrò all’intervento di riduzione dello stomaco.

Sia chiaro, non lo faccio per motivi estetici. Come ho spiegato al professore che mi opererà, e alla psicologa, io con i miei chili ci sto bene, da sempre. Ma mi hanno messo davanti a due sole opzioni: questo intervento o uno più rischioso alla colonna per rinforzarla, perché le mie ernie cominciano a mangiarsi troppo spazio. Consapevole del rischio di un intervento neurochirurgico, anche il neurochirurgo mi ha consigliato vivamente questa riduzione dello stomaco per andare a togliere peso dalla colonna.
Purtroppo stando seduta in sedia a rotelle non ho possibilità di molto movimento e i dolori che mi causano le ernie non mi permettono di fare alcun tipo di sport. Le volte che ho provato a farlo, poi sono rimasta bloccata per giorni a letto e non vi dico il grado di dolore.

E così mancano 18 giorni. Tra 18 giorni sarò spero già in sala operatoria. Ho scelto di farmi operare a Napoli dalla stessa equipe di medici che opera al Centro Chirurgico Toscano, qui ad Arezzo. A Napoli non la lista d’attesa è cortissima, perché la maggior parte delle persone cerca di andare altrove, a Roma è lunghissima perché tutti vogliono andare lì a farsi operare. In Toscana, ad Arezzo, avrei potuto farlo solo a pagamento.
Quindi Napoli, al Fatebenefratelli, a Posillipo. Magari mi va anche di culo estremo e avrò stanza vista mare. La permanenza sarà breve, 3 o 4 giorni. Poi si torna a casa, dieta liquida. Ancora devo capire in cosa consiste. Se qualcuno lo sa, commenti pure qua sotto, magari mi toglie qualche dubbio.

In questi 18 giorni ho mille cose da fare e da finire. E al mio ritorno avrete tante novità. Ma vi terrò aggiornati con un diario anche del decorso post operazione, delle news sull’alimentazione e del peso effettivo che andrò a perdere.
Ma ripeto, se state vivendo problemi di peso, e potete evitare di fare un intervento invasivo evitatelo. Ci sono mille modi per dimagrire. Diete, sport. Mio figlio ne è un esempio pratico. L’intervento deve essere una soluzione ultima, dopo averle provate tutte o in caso di vera necessità. Per il resto, io ho sempre vissuto bene anche con i miei chili e sono convinta che si possa vivere bene, anzi benissimo, con qualche chilo di troppo.

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