Diario Diritti

Diario di una sclerata – Primo giorno di scuola

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Oggi mia figlia 6enne ha iniziato la scuole elementare. E io l’ho accompagnata. Logicamente, direte voi. Certo.
Sono riuscita ad entrare a scuola, ad arrivare anche fino alla classe. Poi mia figlia ha scelto un banco in mezzo e io lì non sono potuta arrivare. Ma lei era raggiante.
Poi le maestre hanno radunato tutti i bambini delle prime, 4 classi, nella sala mensa. E qui sono iniziati i problemi.

Per me logicamente, non per Andrea Chandra, che invece si era già accasata e sistemata.
Quando siamo entrate nella sala mensa era quasi vuota. Al centro i materassoni della palestra, dove si sedevano i bambini. Per i genitori posto in piedi ai tre lati. Uno era per le maestre.
Ho scelto di mettermi quasi davanti, quasi vicino alle cattedre, tanto mia figlia era in prima fila, seduta composta sul materassone.
14285586_10210139298828774_1155940264_o.jpgPensavo di non dover fare quella che chiede “scusi si può spostare? Grazie” da subito. E infatti non l’ho fatto.
Il risultato lo vedete dalla foto di copertina.
Della bellissima storiella che le maestre hanno raccontato ai bambini ho solo sentito l’audio, non ho idea se mia figlia l’abbia gradita, era nascosta dalle gambe in jeans di uno dei papà di non so quale bambino.
Non ho visto il volto divertito, stupito, pensieroso di mia figlia nemmeno quando è entrata una delle maestre vestite da “strega buona”. In realtà non ho visto nemmeno come era vestita sino alla fine.
Per fortuna ad uscire dalla sala mensa la classe di mia figlia è stata l’ultima, buona parte dei genitori era defluito e ho potuto salutarla.
All’uscita ho trovato i 4 parcheggi per disabili occupati da 4 auto di probabili disabili che si erano dimenticati di mettere il cartellino blu, o forse non l0 avevano, tanto ci mettono poco, tornano subito.
Forse non si sono resi conto che, solo nella classe di mia figlia, genitori in sedia a rotelle eravamo 2, io e il papà di un’altra bambina.
E nello stesso complesso ci sono anche scuola materna e scuola media.
Sarebbe bello non doverlo fare, ma ritengo doveroso, per me e per tutte le persone che come me si muovono con difficoltà, chiamare i vigili nel caso questi posti risultassero ripetutamente occupati da persone che non ne hanno diritto.
Mi chiedo se non sarebbe meglio ricominciare la scuola anche per questi genitori, che di educazione civica non conoscono nulla. O che fanno finta di dimenticarsene. E mi auguro che i figli non crescano altrettanto stronzi.
Perché se un genitore mi piazza la macchina sul posteggio per i disabili, e mi si piazza davanti nonostante mi abbia visto in sedia a rotelle invece di fare  un passo in più e mettersi dietro per permettermi di vedere, io lo reputo stronzo. Maleducato e stronzo.

 

 

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