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Homeschooling in versione “camperschooling”: come studiare in terza elementare senza andare a scuola

E’ una cosa che mi avete chiesto tutti, nessuno escluso. “Come fai con la scuola?”. Pare che la preoccupazione maggiore per gli italiani (che conosco) sia quella di mandare i figli a scuola. La mia è sempre stata quella di dargli una buona istruzione, per questo forse le maestre non mi sopportano, faccio troppe domande e chiedo troppo. Comunque qui ho deciso di raccontarvi come abbiamo deciso (sempre insieme io e Andrea Chandra) di fare homeschooling in questi sei mesi di camper.

Programmazione, programmazione e programmazione: la chiave per non perdersi nell’homeschooling

La prima cosa di cui mi sono preoccupata nell’organizzazione dell’homeschooling è stata la programmazione, non la mia, quella del ministero. Ho chiesto alle amiche maestre se mi potevano far avere il programma ministeriale per la terza elementare. Era il modo per poter avere almeno un canovaccio su cui imbastire il resto, ovvero “le lezioni”, ma ne parleremo dopo. Dunque, dicevamo: quale sarà mai il programma di terza elementare che le altre mamme temono io non riesca a supportare (anche sopportare va bene eh)? Eccolo qui (in formato PDF cosi potete stamparlo se volete). Me lo ha gentilmente fatto avere una maestra di Arezzo. Come potete vedere non c’è nulla di complicatissimo. 

Orari di studio nell’homeschooling: come organizzarsi

Ho letto tantissimi post e articoli in merito e non ne ho trovato uno che dicesse quello che pensavo io. Quindi, come sempre, ho scelto di fare di testa mia. Non abbiamo orari fissi, ne giornate fisse. Abbiamo argomenti e temi. In genere studiamo e lavoriamo sui libri quando ci spostiamo in camper da un posto all’altro, quindi in genere tra il sabato e il martedi (perché mercoledi, giovedi e venerdi io sono in università). Ma non passiamo mai più di un’ora (e per me le ore sono di 60 minuti, non come a scuola che le chiamano ore ma sono di 45, 50, 55 minuti, che poi insegnali a usare l’orologio e spiegagli perché funziona per 60 minuti e a scuola no) sui libri o sui quaderni. In genere cerchiamo di farlo appena partiti, quando ancora ha voglia di fare e non è stanca del viaggio o annoiata di stare seduta. A quel punto sarebbe impossibile farle fare qualunque cosa. Meglio allora pensare ad altro, tipo a giocare. Quindi, in generale, le prime due ore di viaggio si fa scuola e poi si fa quel che si vuole. Quando siamo fermi in camper in qualche posto (cosa che per ora è capitata solo poche volte) si cerca di fare qualcosa dopo essere tornati dalle visite alla città, magari optando per una specie di diario.

Cosa insegno e come insegno nella mia idea di homeschooling?

Fermo restando che Andrea Chandra a maggio tornerà in classe, quindi dovrà essere in pari sul programma che i suoi amici hanno fatto, cerco di lasciare più spazio agli argomenti che ci “vengono incontro”. Non ho una scaletta con un ordine cronologico esatto. In alcune materie, tipo italiano o scienze, so cosa deve preparare e cerco di usare tutti i momenti che possono essere utili allo scopo per far apprendere le nozioni ad Andrea senza farglielo sembrare uno sforzo scolastico. Studiare le fonti della storia con l’esperienza

Studiare le fonti della storia provando la simulazione di uno scavo oppure visitando dei parchi

Un esempio: gli stati della materia (avete presente quelle immagini di liquido, solido, gassoso che abbiamo visto tutti sulle pagine di quelli che si chiamavano sussidiari?) Nei giorni scorsi siamo passati dal sole, alla nebbia, alla pioggia. Abbiamo visto il fiume Vistola e le gocce di umidità sui vetri del camper e nell’erba la mattina presto. E’ stato facile farle vedere e toccare cosa vuol dire acqua nei vari stati. E’ stato facile farle ricordare i vari stati una volta spiegati, perché ogni tanto me ne uscivo con la frase “guarda Andrea, l’acqua in stato….” indicando la nebbia, e lei rispondeva. E così una mattina è stata lei a dirmi “quindi mamma l’acqua segue un ciclo, perché alla fine torna sempre giù”. (ok, ora immaginate me gongolare per essere riuscita a raggiungere un primo obiettivo senza averle ancora fatto leggere nulla a riguardo.) Solo in quel momento le ho detto “Esatto, oggi leggiamo cosa dice il tuo libro su questa cosa” e le ho dato da leggere le pagine dedicate all’argomento sul suo libro delle discipline (quello che era il nostro sussidiario). 

Cosa uso per fare homeschooling?

Io uso tutto quindi. Uso quello che ho intorno, le cose che vediamo, i posti che visitiamo, i musei, le fiere, i parchi. Uso i lego, i giocattoli, i video su youtube, anche i videogiochi. E poi uso i libri, quelli che i suoi compagni stanno usando a scuola, e i quaderni, dove andrea fa esercizio di scrittura e matematica. La cosa bella di fare homeschooling girando in camper per una nazione che non conosciamo è che ad ogni angolo possiamo stupirci trovando qualcosa legato a quello di cui stavamo parlando il giorno prima o di cui parleremo il giorno dopo. Gli stimoli intorno a noi sono tantissimi, solo che noi genitori siamo talmente abituati a delegare l’insegnamento alla scuola che finiamo per smettere di vederli. Ma credetemi se vi dico che potete trovare cose che vi permettono di spiegare trigonometria (di cui io non capisco nulla) anche in casa. 

I risultati dell’homeschooling

Ecco questi ve li racconterò  a maggio quando torneremo in italia. Per ora posso dirvi che le reazioni, qui, dei professori a cui ho spiegato il progetto è stata fantastica. Uno si è anche auto candidato a farci da insegnante di polacco in giro per Cracovia nel suo tempo libero. E poi vedere Andrea riprendere a scrivere in corsivo (direttamente sulle righe di terza, senza ripassare su quelle di seconda) e raccontare una volta a settimana la cosa che più l’ha colpita, che sia un museo, un parco, un gioco. Qualsiasi cosa va bene, purché sia scritto e in corsivo. E fidatevi che il corsivo per Andrea era un ostacolo tremendo. 

33 commenti

  1. Bellissimo Sofia!! Complimenti per il progetto che stai portando avanti! Condivido col fatto che “studiare sul campo” quando è possibile, sia molto più costruttivo. Ho fatto la stessa scelta per me stessa quando ho deciso di affiancare allo studio dei lavori che mi facessero applicare subito o in contemporanea quello che sto studiando. Ancora complimenti! Sei una forza 💪🏼

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  2. Grande Sofia stai facendo un lavoro favoloso, crediamo che non tutti però potrebbero riuscirci tu hai molta organizzazione e crediamo sia fondamentale poi ami la scrittura, sei curiosa e ti sfami di cultura! Complimenti

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  3. Grandissima tu e anche tua figlia, bello leggere che i professori polacchi siano stati esìntusiasti del tuo programma home made! Credo sia un esperienza che Andrea ricorderà per tutta la vita, anzi, che entrambe ricorderete tutta la vita

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  4. Come si fa a non mandare i figli a scuola per cosi’ tanto tempo ? qui da noi le maestre si lamentano se perdono 1 gg di scuola … ma come te credo che sia fondamentale far visitare e provare le esperienze direttamente ai bambini e ai ragazzi. La scuola “en plen air” e la didattica basata sui compiti di realtà sono il futuro!

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    1. In realtà anche alla scuola di Andrea si lamentavano lo scorso anno se saltava troppi giorni. Ma questa è una cosa diversa. Qui abbiamo chiesto e avvisato che sarebbe mancata per sei mesi. E ho comunicato l’affidamento della sua istruzione. 🙂

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  5. sono sempre più affascinata da questo vostro viaggio, diventato anche un pò “nostro” quasi come a gurdare episodi di un telefilm che ci piace tanto. il modo migliore di istruirli è affiancare allo studio sui libri, le esperienze e attività di vita vera, concreta. Visitare musei, città, teatri, conoscere gente e confrontarsi con loro. Tanta stima per voi che in 6 mesi state vivendo una rivoluzione e forse non bastano per fare il pieno di vita e ogni giorno è vissuto a passo svelto, ma non troppo ! al prossimo episodio 😉 ps. Un saluto da Asia, 8 ani come Andrea Chandra: anche lei preferirebbe 6 mesi di homeschooling come la sua coetanea 😉

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    1. Quando ho detto che non sta con gli altri bambini? Domani si va a fare iscrizione a nuoto e appena apre la stagione anche a sciare. 🙂 per stare con gli altri bambini non serve andare a scuola. Basta un parco. 🙂

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  6. ciao. Io sto facendo homeschooling con la mia cucciola di cinque anni. Lei non andrà a scuola questo è poco ma sicuro, siamo contrari all’insegnamento tradizionale che non mi ha soddisfatta per niente con mia figlia grande. Già ora, a casa, stiamo cominciando in modo naturale a fare i primi conti e a scrivere le prime parole dettate. Siamo un po’ avanti ma è tutto perché la mia piccina è stimolata continuamente a imparare, far domande, conoscere tutto!

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  7. Caspita, non sapevo fosse possibile allontanarsi da scuola per così tanto tempo e poi rientrare (a patto di essere al passo con gli altri). Comunque imparare le cose toccandole il più possibile con mano è mille volte meglio che studiarle solo sui libri, questo è sicuro.

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    1. In realtà quello che molti non sanno è che non è obbligatorio andare a scuola. E’ obbligatorio dare ai figli un’istruzione. Cosa che io faccio. Nessuno può sindacare su questo. Certo che se decidi di mandarlo a scuola e poi lo tieni a casa per mesi senza un motivo magari qualche problema lo hai. Ma se da subito avvisi la direzione che mancherà per tot tempo perché per motivi di lavoro o di famiglia sarai via, e che provvederai tu a darle istruzione, dimostrandolo al rientro, allora non possono dirti nulla.

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    1. Non so se sarà più avanti degli altri nel programma ufficiale. Di certo sarà più aperta al dialogo, parlerà un po’ meglio inglese perché già ora sta (da sola) dicendo che vuole impegnarsi ad impararlo per comunicare con altri bambini, che qui parlicchiano inglese già molto meglio dei nostri perché fanno più ore e lo usano di più. Diciamo che sarebbe già un bellissimo risultato essere in pari e non avere problemi al rientro.

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  8. Non sapevo ci fosse questa possibilità. Noi viviamo all’estero e non so come sia qui. Comunque apprezzo e ammiro l’impegno che sarà sicuramente altissimo da parte vostra e la scelta del camper per me vince sempre 🙂

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