Diario Viaggiare

La giornata in camper

Stare in camper a vivere non è cosa semplice. I primi giorni sono una bella novità e si vive un po’ come in vacanza, ma non può essere sempre così. Ci vuole del tempo per prendere un ritmo che sia stabile, anche se ci muoviamo spesso, quindi un ritmo semistabile. Ma un po’ per volta ce la possiamo fare.

Per vivere in camper è bene dividersi i compiti

Abbiamo deciso che ognuno ha dei compiti specifici, che per i sei mesi saranno a completo carico della persona a cui viene affidato. Per esempio, Leonardo deve guidare (per la maggior parte del tempo, pensare ad allacciare la corrente (nei campeggi in cui abbiamo il servizio elettrico) e controllare che i serbatoi siano pieni/vuoti. Andrea Chandra invece ha il compito di ritirare la pedana ogni volta che partiamo e di controllare che Milady abbia sempre acqua e cibo. Io ne ho talmente tanti che non ve li elenco nemmeno. Alcune cose però sono a rotazione. Facciamo a turno ad apparecchiare e sparecchiare, a gettare l’immondizia, a riordinare il tavolino. 

Vivere in camper e dividersi gli spazi

In camper gli spazi non sono tantissimi e avere ognuno il suo è impossibile, quindi si gioca su orari e esigenze. Io e Andrea Chandra cerchiamo di studiare nello stesso momento così usiamo il tavolino e non ci intralciamo, nel mentre Leonardo cerca sempre un posto esterno dove mettersi a fare le sue telefonate di lavoro, che altrimenti ci darebbero fastidio. Andrea per leggere usa la zona del letto mansardato, io invece leggo (usando per lo più Kindle) prima di dormire o la mattina appena sveglia, quindi quando sono a letto. A Milady abbiamo riservato lo spazio vicino al bagno per la sua lettiera (compito di Leonardo tenerla pulita cosi non si sentono odori) e la spostiamo solo quando devo usare io il bagno con la sedia a rotelle (ma se siamo in campeggio uso quello del campeggio quindi Milady sta comoda). Abbiamo sistemato l’armadio (dividendo gli abiti in tre contenitori) nello spazio del letto a castello. In questo modo usiamo quello che sarebbe stato l’armadio vero e proprio come dispensa. Andrea Chandra ha anche uno spazio giochi, sul letto mansardato, nell’angolo vicino alla finestra, con tanti cuscini Ikea colorati. 

Quando il tempo è bello e il campeggio lo permette (ovvero quando c’è un bel prato e non è bagnato a terra), apriamo la tenda del camper e Andrea Chandra si può mettere a giocare fuori.

Detto così sembra tutto molto facile, ma vi assicuro che ogni tanto mi viene voglia di fare uno schema scritto da attaccare alla porta del camper, e ancora non è escluso io lo faccia. Per ora proviamo a evitare. Nel caso passo al piano “b” e mi munisco di post-it colorati. 

In un prossimo post vi racconterò come ho impostato la “scuola” per Andrea Chandra, perché ho visto che è un argomento che interessa diverse persone. 

7 commenti

  1. Si, da vecchia camperista, confermo che la vita nel camper non è sempre facile. Specie in inverno dove lo spazio vitale si limita all’abitacolo e non puoi spanderti all’esterno. Ma alla fine la vita del camperista è talmente bella che si superano tutte le difficoltà.

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