Diario Diritti Vita da Mamma

Figlie mie alzate la testa, non state zitte

Carissime Pamela e Andrea Chandra, e anche a te Dejan,

Vi chiedo di fare quello che noi non siamo riusciti a fare. Di fare quello che mia mamma e mia nonna non sono riuscite a fare. Alzate la testa.

Voi, Pamela e Andrea, non fate spallucce se un uomo vi dice che siete mignotte, non sottovalutate mai la forza delle parole. Se un uomo vi apostrofa in modo sessista, mettendo sul tavolo frasi legate al sesso, non fate finta di niente per quieto vivere. Non state zitte per non avere ripercussioni. Non siete voi che dovete aver paura. Sono loro che devono averne. Sono gli uomini che usano le parole ‘mignotta, bocchino, pompino e pompinara’ come offesa che devono avere paura. Devono aver paura di noi donne che non stiamo più al loro gioco. Noi donne che non accettiamo più di stare zitte e in silenzio. Che sia sui social o nella vita reale, ora basta. Fatelo. Fatelo per voi. Fatelo per me. Fatelo per le vostre future figlie, fidanzate o mogli. Si, sto parlando sempre con voi, Pamela e Andrea. Fatelo per tutte le donne che non hanno ancora avuto il coraggio di farlo. Alzate la testa. Guardate questi uomini e diteglielo in faccia che non ci state. Che non è il vostro gioco. Che non sarete le loro marionette. Nemmeno a parole.

Dejan. Tu invece aiutale. Aiutale dimostrando che esistono, per fortuna, anche uomini che non fanno commenti sessisti a una donna solo perché non la pensa come loro. Aiutale sostenendole se un giorno dovranno scontrarsi (sì, succederà anche a loro) con esseri così meschini da apostrofarle perché hanno troppo seno o troppo poco. Aiutale difendendole quando non riusciranno a farlo da sole. Fai sentire loro che ci sei. Che come uomo ci sei. Che come rappresentante del genere maschile italiano prendi le distanze da queste persone e non solo. Che sei pronto a scendere in strada contro questi esseri. E non solo l’8 marzo.

Io proverò a farlo da subito. Da oggi. Con questa lettera, scritta dopo essermi sentita mandare a fare ‘un bocchino’ perché penso che la Ferragni non sia un mostro. Ho gli screenshot. Ho fatto un post pubblico su Facebook dove denuncio pubblicamente per quello che ha detto questa persona. Ho mandato una email all’associazione culturale di cui fa parte. Scriverò ai giornali perché facciano sapere alle donne che se anche loro hanno subito violenza verbale simile da questo soggetto (ma anche da altri) è ora di dire basta. E di non stare zitte. Ora vogliamo anche noi dire qualcosa. E lo faremo. Comincio io.

Eric Benedetti sei avvisato. Non starò zitta.

6 commenti

  1. Una lettera “forte” che fa trasparire il “troppo pieno” per l’arroganza e la maleducazione. Offendere una persona, di qualsiasi “gender” non è ammissibile. Fai bene a denunciare il fatto, pubblicamente. Parole volgari che denotano una mancanza di cultura, rispetto e sopratutto vigliaccheria. Non esistono motivi che debbono portare un essere umano ad offenderne un’altro. Questo è giusto insegnarlo ai nostri figli anche se, l’indifferenza forse è ancora più forte di una reazione. Questo è il mio pensiero.

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  2. Una lettera giusta e dovuta. A te, alle tue figlie, alle loro figlie e alle figlie delle loro figlie. Non deve succedere più. E se non lo denunciamo a gran voce ci saranno sempre quegli uomini che per limitare l’azione di una donna la riempiranno di insulti sessisti. Come se niente fosse.

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