Erasmus

3,2,1. Pronti, via. Si torna a scuola

Come farò a istruire mia figlia senza mandarla a scuola? Ma l’obbligo scolastico?

Ci siamo. Oggi, in Toscana, è il primo giorno di scuola. Avremmo già dovuto essere in Polonia, ma alcune ‘cose’ hanno fatto si che la partenza slittasse all’8 ottobre. Quindi Andrea Chandra oggi torna a scuola. Per due settimane.

Quella della scuola di Andrea è una delle questioni che pare essere più a cuore a tutte quelle persone cui dico che vado 6 mesi in Polonia e mi porto anche lei. Non ‘dove vivrete’ , ‘ come farete con la lingua’. No. ‘Ma come farà con la scuola?. Le prime volte mi ci incazzavo anche un pochino. Poi, piano piano, ho iniziato a prenderla con filosofia e a rispondere ridendo. Sono passata da spiegazioni lunghissime di come funziona la cosa a un semplice ‘eh sopravviveremo anche senza’.

L’obbligo scolastico e l’educazione parentale: homeschooling in Italia

Quello che, mi sono resa conto, la gente non sa è che in Italia esiste un obbligo all’istruzione, non l’obbligo scolastico. Quello dell’obbligo scolastico è una sorta di falso. Un’idea che ci è stata inculcata perché fa comodo. Noi adulti lavoriamo e loro a scuola. Loro imparano e noi non abbiamo la preoccupazione di insegnare loro a leggere, a scrivere, a contare, etc. Nella realtà però, in quanto genitori, abbiamo un solo vero obbligo: istruirli. Possiamo decidere di delegare questa funzione mandando i nostri figli a scuola, oppure possiamo provvedere noi a dargli un’istruzione. Certo, forse non è cosa che tutti sono in grado di fare. In passato lo erano in pochi. Ma siamo nel 2018. E pur restando utilissimo delegare alla scuola, pubblica o privata, insegnare ai nostri figli le varie materie, è giusto si sappia che la possibilità di istruire i nostri figli in proprio esiste. E no. Non è illegale.

Quale è la corretta procedura per richiedere l’homeschooling in Italia?

Inizialmente era una delle cose che mi preoccupava di più e avevo pensato di farle frequentare una scuola internazionale a Cracovia. Poi ho visto i prezzi. E io 500 euro al mese per la scuola non posso spenderli. Quindi mi sono armata di coraggio e ho affrontato la burocrazia italiana. Sapevo, anzi, pensavo sarebbe stata una dura battaglia. I volti perplessi delle funzionarie con cui ho parlato all’ufficio territoriale di Arezzo non erano molto rassicuranti. Credo di averle mandate in panico per un attimo. Almeno sino a quando non sono riuscite a trovare qualcuno all’ufficio territoriale regionale a Firenze cui passare la palla. E per fortuna. Ho così potuto constatare che chi di dovere conosce bene le regole e mi ha saputa indirizzare e supportare in modo operativo. Sono andata alla scuola elementare dove Andrea Chandra è iscritta e ho fatto una lettera alla dirigente dove spiegavo le motivazioni per cui dal 1 ottobre 2918 al 1 maggio 2019 Andrea non sarebbe andata a scuola. E poi ho aspettato che mi facessero sapere cosa fare. Sorprendentemente, dopo poco più di un’ora sono stata chiamata al telefono dalla scuola, per informarmi che la dirigente mi dava la possibilità a maggio di reinserire Andrea nella stessa classe. Allo stesso posto. Dovevo solo richiedere il nulla osta per i sei mesi. Un modulo insomma. Tutte le mie paure erano state spazzate via. Dovevo solo compilare un modulo e avrei potuto pensare all’istruzione di Andrea Chandra.

Come fare a istruire i figli senza mandarli a scuola?

E qui si è aperta un’altra questione. Come organizzare il tempo dell’apprendimento nella giornata? Che metodo usare? Sono laureata in scienze dell’educazione e della formazione. Non in educazione primaria. Però ho tante amiche, maestre elementari che si sono offerte di aiutarmi. Mi hanno spedito il programma della terza elementare, mi hanno suggerito da dove partire e come. Alcune si sono anche offerte di aiutarmi via Skype a preparare le lezioni o a spiegare a Chandra le cose in cui troverò difficoltà. Quindi, come prima cosa, mi sono procurata i libri. Quelli che avrebbe usato in classe. Ho visto il programma e credo ce la caveremo benissimo. Vi terrò aggiornati.

Ma raccontatemi di voi? I vostri figli hanno già ripreso la scuola? E avete mai pensato di istruirli voi e dargli più tempo per fare i bambini?

28 commenti

  1. Certo non sarà una cosa semplice, ma se la gente imparasse a farsi i cavoli propri invece di stressare sempre, sono sicura che imparerà tutte le cose. Buon viaggio per questa avventura.

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  2. In effetti non avevo pensato alla scuola di Andrea Chandra. Come sempre imparo tante cose da te. Io credo che riuscirai a portare avanti l’istruzione di Andrea, tu per prima e anche le tue amiche via skype o in loco. Credo comunque che l’esperienza che farà Andrea sarà molto più di un libro studiato, sarà qualcosa di grande che le servirà per tutta la vita.

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    1. La realtà non è certo quella che sta in classe. La realtà è la strada. Vivere e imparare solo a scuola non ha alcun senso. Andrea non farà scuola a casa. Farà scuola in viaggio. 6 mesi in giro per la Polonia e l’est Europa. Storia, geografia, astronomia , scienze, matematica, italiano e tanto tanto tanto inglese.

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  3. Conosco diverse persone che hanno scelto di istruire i propri figli a casa e devo dire con ottimi risultati. Conoscendovi penso che non avrete problemi. Buon viaggio 😉

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    1. Ma come dicevo poco fa non sarà nel nido. Incontrerà ragazzi e ragazze di altre culture. Farà sport con altri bambini. Giocherà nei parchi con suoi coetanei di lingue differenti. Non sarà privata di nessun tipo di esperienza. Sarà però messa in condizione di capire che la vita non è quella dietro i banchi.

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  4. Ciao, premetto ognuno è libero di fare ciò vuole. Io personalmente penso che la scuola sia fondamentale, oltre ad apprendere impari regole di buona o cattiva convivenza, educazione e rispetto per l’autorità, orari ecc. La scuola italiana è l’unica al mondo che permette ai nostri figli di stare a casa quasi tre mesi, un tempo sufficiente per fare tantissime cose. Sicuramente la tua bimba si confronterà con tantissime realtà diverse ma anche la quotidianità, monotona e ripetitiva insegna. Comunque buon viaggio.

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  5. Caspita! Che organizzazione! Io odiavo la scuola, specie il giorno prima del grande ritorno dalle vacanze estive! Però sono dell’idea che frequentarla, frequentare coetanei, confrontarsi e socializzare sia importante…specie in anni come questi dove l’isolamento da social network, dove si “parla solo via tastiera” è, a parere mio, un problema serio già da piccoli!
    Però, c’è da dire che è una grande esperienza la vostra! A cominciare da dove andrete a stare!
    Nicoletta
    http://lavieestbellebynicoletta.com

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  6. mia figlia classe 2013 non frequenterà la scuola tradizionale. Stiamo fondando una associazione culturale per permettere a più bambini di fare una classe alternativa, tutti insieme, una scuola parentale per intenderci. Il comune lo sa già, ci aiuteranno nell’intento.. speriamo di trovare più interessati per creare un piccolo gruppo affiatato per un’educazione istruttiva ma allo stesso tempo fuori dall’ordinario

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  7. Penso che sarà un’esperienza memorabile per lei e che avrà l’opportunità di farsi un bel bagaglio culturale molto ampio che le aprirà la mente. Poi a maggio di nuovo in aula, tra i suoi compagni, ne avrà di cose da raccontare! E sarà invidiatissima. Facci sapere!

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  8. Io sono d’accordo sul fatto che non ci debba essere alcun obbliga sul fatto di mandare a scuola i bambini. L’istruzione si, con concordo perchè senza quella non si arriva da nessuna parte…..

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  9. Comprendo la serietà dell’impegno che ti sei presa e ti ammiro. Prima di sposarmi facevo l’insegnante di nuoto, ma quando è nato mio figlio non sono riuscita ad insegnargli a nuotare: non accettava che avessi un ruolo da “maestra” nei suoi confronti. Alla fine ho desistito.

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