Diario Diritti

Toscana Pride 2018 – Con Andrea Chandra per i diritti di tutti

I diritti dovrebbero essere uguali per tutti. Per me, per mia figlia, per te che leggi. In realtà non lo sono. Non lo sono per tante persone, per svariati motivi. E visto che moltissime persone lottano in varie associazioni per i diritti dei disabili pur non essendo disabile, io sabato 16 giugno ho deciso, come lo scorso anno, di partecipare al Toscana Pride, con mia figlia di 8 anni, mio figlio di 22 e mia mamma, nel corteo degli studenti dell’Università di Siena, di cui faccio parte e per la quale sono Presidente del Comitato Pari Opportunità del Consiglio Studentesco.

Perché partecipare ad un Pride

Partecipare al Toscana Pride è stata una scelta di difesa dei diritti e un modo per vivere un momento di condivisione di temi importanti con i miei figli. Si, anche con Andrea Chandra. Perché non c’è un momento giusto e uno sbagliato per parlare di diritti. C’è solo da scegliere come parlarne. E parlarne con lei, a Siena, in Piazza del Campo prima, e durante il corteo dopo, spiegandole il significato delle varie sigle di associazioni che vedeva, e dei vari slogan che sentiva o dei termini che non conosceva, vale mille volte di più di una lezione di educazione civica fatta in classe.

Accessibilità e diritti

Il percorso che da Piazza del Campo portava alla fortezza era completamente accessibile, e anche il piccolo gradino che ho dovuto fare per uscire dalla piazza è stato superato in un attimo, con quattro persone che mi hanno sollevata senza che nemmeno me ne accorgessi. Il Triride utilissimo come sempre, ha superato i momenti di salita e le discese di cui Siena è piena, e anche i momenti di andamento lento. Ne sono uscita con la schiena a pezzi, le braccia indolenzite, e un sorriso che non va via e si fa più grande se ripenso a quelle ore.

Cosa si fa a un Pride?

Ore in cui abbiamo cantato, gridato, urlato, giocato, bevuto vino (non ottimo ma quello passavano) e riso. Riso tantissimo. Ma anche imparato. Imparato insieme a mia figlia. Imparato che tutti, ma proprio tutti, hanno stessi diritti, imparato che andare al Pride non è andare a umiliarsi (come qualche ignorante, scusate ma ci vuole) vuole far credere. Non è andare a vedere gente nuda che sfila in una carnevalata. E’ andare a fianco di associazioni che ogni giorno combattono per i diritti di tutti, perché tutti possano godere, in Italia e nel mondo, di pari diritti e dignità, cosa che purtroppo non è sempre e non è ovunque.

Cosa si fa a un Pride con una bambina di 8 anni?

Vedere mia figlia che, alla domanda “donna lo sai la forza che hai?” fatta dalla leader del gruppo “Non una di meno” (in corteo subito dietro di noi), rispondeva “Si, lo so, la forza che ho” mi commuove ancora adesso. Rendere mia figlia consapevole di non essere sola se avesse un domani bisogno di aiuto. Rendere mia figlia consapevole che le parole “fascismo” “razzismo” purtroppo non esistono solo in televisione, e spiegarle cosa vogliono dire, o farglielo spiegare da qualcuno. E no, benpensanti che forse leggerete questo post, non si è scandalizzata vedendo Miss Drag Queen 2017 camminare tra noi, e nemmeno vedendo uomini tenersi per mano, o donne baciarsi. Anzi. Era sorridente, allegra, ha camminato per quasi tutto il tempo, salvo alcune volte in cui l’ho presa in braccio sulla mia sedia. Ha giocato, ha riso, ha comprato e sventolato bandiere. E tutto con a fianco suo fratello, 22 anni, che non ha avuto nessun problema a mostrarsi come fa sempre, sé stesso. Lui è stato lui anche quando ha chiesto a mia mamma, sua nonna, di prestargli il rossetto per scrivere sulla sua sacca “I’m single”, si sa mai che trovava fidanzato. E lei rideva “è proprio matto”, però poi guardava gli altri e diceva “magari ne trova uno così, guarda che bello che è”. E ridevamo in due per la nostra complicità.

La faccia di Andrea Chandra quando le ho detto che c’è chi dice che al Pride si vedono uomini nudi

La bandiera che mia figlia ha comprato sarà appesa in camera sua, per ricordarle che i diritti si difendono ogni giorno, non solo quando ci sono i Pride. Andrea Chandra ora sa che ogni tanto bisogna imparare a non prendersi troppo sul serio e che si possono difendere i diritti di tutti, anche se non si fa parte di quella categoria di persone.
Perché ne scrivo qui? Perché questo è il mio modo di ringraziare chi, ogni giorno, combatte anche per i diritti di tutti. Anche i tuoi, che leggi e non approvi.

11 commenti

  1. Non sai quanto mi faccia piacere leggere un articolo come questo! Io non sono mai stata ad un Pride, ma mi piacerebbe un sacco! Sono convinta che quando si lotta perché tutti abbiano uguali diritti non si debba per forza essere i diretti interessati. Purtroppo non sono tutti come te, c’è tantissima ignoranza legata ai pride e all’idea che siano carnevalate inutili.

    Mi piace

  2. Hai fatto proprio una cosa bellissima! Soprattutto portare i tuoi figli dando loro un’importante lezione di vita. Sei una donna straordinaria. Un’esempio da seguire. Veramente tanto complimenti

    Mi piace

    1. Veramente io ho portato solo Andrea Chandra. Mio figlio ci sarebbe andato comunque. Anche senza di me. E io sarei andata comunque anche senza di lui. Eravamo lì entrambi, io e lui, perché entrambi per motivi diversi riteniamo giusto che tutte le persone abbiano stessi diritti. E a dire il vero sono stati i miei figli, come sempre, a dare importanti lezioni a me

      Mi piace

  3. Bellissimo questo articolo , mi hai fatto riflettere su tante cose. E’ stato un grande regalo che hai fatto a tua figlia, perchè a volte si pensa che da piccoli non capiscano, invece è proprio a questa età che si possono dare quei valori che rimarranno forti per tutta la vita. Ed il valore dell’uguaglianza è immenso, qualcosa che diamo per scontato ma che invece è difficile da trovarsi, perchè troppi sono i se e i ma che mettiamo lungo il nostro cammino. Difendere i prorpi diritti e combattere per l’uguaglianza..sempre.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...