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A Sappada la montagna per tutti è reale

Poter passeggiare con mia figlia, mano nella mano, lungo il fiume Piave, in una stradina sterrata. Vederla correre a lanciare sassi nel fiume, che qui è un torrente, e poi arrampicarsi sugli alberi e ridere di gusto mentre si lancia con la carrucola. La montagna per tutti esiste ora non avete più alibi. Sono tornata a Sappada in tarda primavera per vedere com’era. Perché è facile venire qui in inverno, sciare e tornare in hotel. Fa freddo, sei stanca, che esci a fare? Ma in estate non si scia. Tirare una giornata è lunga. 10 giorni potevano diventare un incubo. Invece no. Sappada è montagna per tutti, anche per me e mia figlia che vogliamo passare insieme più momenti possibili prima che, come è giusto, cresca e vada per la sua strada.

Sappada: tra storia e natura

Il Piave attraversa tutto il comune e lungo il suo percorso ci sono diversi cammini ciclopedonali, anche asfaltati, cosa non scontata. Con Andrea Chandra li abbiamo percorsi tutti. Abbiamo anche fatto dei ‘fuori pista’ andando verso l’argine del fiume e portando a casa fango anche in posti che non posso citare qui. I percorsi asfaltati sono fattibili anche con sedia a rotelle in auto spinta, se siete atleti e avete due braccia da campioni. Io ho preferito usare il Triride. Che va ovunque. E mi ha permesso di salire fino ad alcuni rifugi dove, è vero, si arriva anche in auto, ma dove arrivare dopo la fatica di quasi un’ora e mezza, con Andrea che salterellava a destra e sinistra per vedere tutto. Sono anche riuscita a cadere, ma è un’altra storia.

La nostra vacanza a Sappada: parco giochi e passeggiate lungo il fiume

I primi tre giorni li abbiamo dedicati all’esplorazione del territorio. Con una media di 6/7 km al giorno abbiamo esplorato Cima Sappada, le borgate (che sono 15), il fiume. E abbiamo scoperto che vicino dove dormivamo c’era un bellissimo e attrezzatissimo parco giochi. Che è subito diventato il premio per le camminate senza lamenti. Lo so che 5 chilometri non sono tanti, ma Andrea Chandra è una bambina di città e poco abituata a muoversi a piedi. E poi ci sono le salite che, nonostante le pendenze siano più o meno lievi, giocano il loro ruolo nella fatica. Fatica che la sera si risolveva in Andrea Chandra che dormiva sul divano alle 20.

La parte più bella? La natura maestosa che si trova a Sappada e che mi ha ricordato le estati da bambina, quando si andava in montagna, sulle Dolomiti, non lontano da qui. E la storia che le case e le persone conservano e raccontano. Ho avuto l’onore di parlare con un paio di persone che Sappada la conosce bene e che mi hanno raccontato cose bellissime. Se andate a Sappada chiedere di visitare di a Cima Sappada la casa dell’affumicatura e la vecchia latteria sociale. Sono entrambe accessibili, la prima un po’ più faticosa perché molto vecchia, ma ho molto apprezzato le attenzioni della signora Assunta che si preoccupava di indicarmi le difficoltà sul pavimento.

Andare a Sappada in campeggio

Il sabato abbiamo deciso di passarlo in campeggio. Nonostante avessimo un bellissimo appartamento, Andrea Chandra ha voluto provare a dormire in tenda e ci siamo attrezzate. Tenda Quechua Arpenaz Family 4.1, materassini, sacchi a pelo. Da Decathlon logicamente. Poca spesa e ottima resa. L’hanno montata Andrea e il mio accompagnatore. Io ho aiutato dalla macchina facendo foto e gonfiando i materassini. Abbiamo dormito bene nonostante il temporale che alla una e mezza del mattino sembrava dirci di tornare alle nostre mura. Abbiamo fatto spallucce, ci siamo girate nei nostri sacchi a pelo e abbiamo continuato a dormire. Avevo solo paura entrasse acqua ma non è successo. Ci siamo svegliate alle 8 e siamo andate al bar a fare colazione.

Adventure Park di Sappada: nel bosco in sedia a rotelle

Poco lontano dal campeggio, seguendo il sentiero lungo il fiume che scende verso il paese, c’è un bellissimo Adventure Park. Impossibile dire ad Andrea Chandra di stare attenta, ferma e buona. Costava troppo poco per impedirle di fare almeno un giro appesa a 3 metri di altezza su ponti e funi. Ed è stato bello poter arrivare sufficientemente vicino da poterla vedere bene e farle qualche foto. Cosa per me non scontata: sedia a rotelle, bosco e radici non vanno per forza di cose nello stesso senso. E poi pappa, perché la vita in campeggio fa venire fame.
Potevamo farci mancare di mangiare qualcosa di tipico, qui? Ma no. Qui, tra queste montagne si mangia benissimo. Lo speck che abbiamo assaggiato e i formaggi dell’aperitivo al Rifugio Piani del Cristo. Gli spetzli alle ortiche e lo stinco al ristorante Alp Stube, nel campeggio ma aperto anche a clienti esterni sia a pranzo che a cena. E poi la latteria, quella nuova, non il museo. Un profumo di latte da stordire.

Insomma una vacanza divertente, bella e buona. Soprattutto insieme. Come sempre. Io e lei. Prima di affrontare un trasloco, al nostro ritorno, la sessione di esami e poi la partenza per la Polonia.

Note di accessibilità a Sappada

Dove dormire

Essendo un comune di montagna le strade non sono in piano, ma con una sedia a morire o un ruotino propulsore si può visitare praticamente tutto. Noi abbiamo dormito al Chalet Solder Sappada. Ha un apparta a piano terra con cucina, ma ha la vasca e la porta del bagno è stretta. Io riesco a starci perché ho una sedia piccina e uso lo sgabello di plastica anche nella vasca. Ha però anche una stanza completamente accessibile con una doccia immensa e meravigliosa, di quelle in cui entrare con la sedia e restarci a vivere. Quindi potete chiedere quella, ma non ha la cucina.

Dove mangiare a Sappada

Ho già detto del ristorante Alp Stube. Accessibile, bagno attrezzato, cucina tipica, spazio gioco bimbi vicino ai tavoli, tre diversi menu bimbi, piatti vegani a menu e segnalazione di tutti gli allergeni. Insomma potete trovare di tutto e per tutti i gusti. Provate anche le birre artigianali e i dolci. Per uno spuntino potete arrivare fino alla Latteria, non è accessibile ma ha comodi tavoli esterni e la ragazza vi porterà tutto quello che desiderate: provate lo yogurt o pane, burro e marmellata.

32 commenti

  1. Adoro la montagna d’estate. Noi appena possiamo ci regaliamo sempre una passeggiata tutti insieme.
    Anche con i bambini piccoli, che dopo i primi lamenti, si fanno trasportare dalle bellezze intorno e camminano senza paura 🙂
    Andrò anche a Sappada.

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  2. anch’io come tanti preferisco la montagna in estate, forse perchè in inverno non ci sono mai andata. le nostre alpi sono meravigliose e Sapada non è da meno. Andrea è adorabile.

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  3. Non conoscevo Sappada, sono appassionata di passeggiate in montagna e mi sembra un bel posto dove staccare per qualche giorno. Mi piace anche l’opportunità di parlare con la gente del posto, si riescono sempre ad avere racconti speciali.

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