Musei Viaggiare

Visita di famiglia al Museo Archeologico di Udine

Quando sei in montagna, in inverno, e la giornata non permette di andare a sciare, la decisione cade sempre sull’andare a visitare qualcosa. Noi abbiamo scelto di andare a Udine, distante solo un’oretta e mezza da Sappada, dove eravamo a sciare. Volevo mostrare ad Andrea Chandra il Castello e, invece, Udine ha mostrato a me una cosa meravigliosa. Un intero museo completamente accessibile non solo a persone con disabilità motoria ma anche a ipovedenti, ciechi e sordi. Il Museo Archeologico di Udine è stata una sorpresa meravigliosa per me e per mia figlia.
Non sapendo se il museo si trovasse in zona a traffico limitato abbiamo lasciato la macchina alla stazione ferroviaria e munite di Triride abbiamo percorso le vie che portavano al centro. (Se volete qui trovate il percorso esatto che abbiamo seguito) Per me era un modo per rivedere i posti che frequentavo 9 anni fa, prima della nascita di Andrea Chandra e raccontarle qualche aneddoto, ma era anche un’ottima scusa per farla camminare un po’. Siamo troppo abituati a muoverci sempre in auto, per qualsiasi cosa.

Proprio davanti alla stazione c’era un McDonald e ci siamo concesse un panino in piena accessibilità. Poi via verso il castello.
Siamo riuscite ad arrivare in un buon orario. Ho scoperto con rammarico che la bellissima piazza Della Libertà non è accessibile in sedia a rotelle, ha solo scalini. Ma Andrea Chandra è riuscita a vederla bene.

Invece salire al castello è meno complicato”. Non ci sono scalini, in compenso una bellissima salita che il mio Triride ha retto ma alcune volte con estrema fatica. Arrivate in cima abbiamo scoperto che si poteva arrivare su in auto, c’erano parcheggi per disabili appositi. Ma la fatica era valsa la pena.

Ho mandato avanti Andrea a chiedere per il mio ingresso e ne è uscita raggiante. “Mamma vieni, si passa di qua (e mi indica una passerella ben visibile). Dentro è tutto accessibile”.
Entriamo e veniamo accolte da due guide eccezionali. Una resta al bancone e mi chiede se alla fine del tour posso compilare un questionario. Acconsento senza problemi, tutto quello che aiuta a migliorare un servizio è sempre un’ottima iniziativa. L’altra ci accompagna all’interno del museo. Il percorso disabili inizia da quella che per gli altri visitatori è la fine, per evitare gli scalini all’inizio del percorso. Ma una volta dentro la sorpresa.


Ci sono video, alcuni anche con interprete LIS, altri con sottotitoli, riproduzioni di alcuni dei reperti esposti a disposizione per essere toccati da non vedenti, e pannelli in Brille. Pedane dove ci sono i gradini. Insomma l’accessibilità qui è al massimo. Ma la cosa più bella, per noi, è stata trovare nella sezione dedicata alle ampolle per i profumi, alcuni cartoncini con la profumazione riprodotta. Potevamo sentire quello che indossavano come profumo centinaia di anni fa. Emozionante.

All’uscita, dopo aver compilato il questionario, ci siamo anche fatte qualche foto dal giardino del castello che si affaccia su Udine. Una vista bellissima, anche perché nel frattempo il tempo era cambiato ed era uscito il sole.

Insomma, tutto questo per dirvi che, se in un weekend non proprio bellissimo non sapete cosa fare con i vostri figli e siete a Udine o nei pressi di Udine, un salto a questo museo vale la pena. Per vederlo tutto con calma ci vogliono un paio di ore e nei weekend ci sono anche dei laboratori che potete fare con i vostri figli.

 

22 commenti

  1. Che bello! Sono contenta quando leggo che hai avuto una buona esperienza in un museo, perché per me quel museo acquista più punti.

    Adesso ti chiedo: com’erano i profumi? Buoni? Molto diversi da quelli di oggi?
    Sono curiosa…

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      1. E’ molto interessante. Conosco per motivi familiari il mondo delle essenze. Ho avuto l’opportunità di provare le varie essenze usate per nei vari mercati, ma non ho mai annusato delle profumazioni antiche. Sono molto molto curiosa. Grazie di questa segnalazione.

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  2. Quando ho letto Udine, non ho davvero resistito e sono entrata a leggere il tuo articolo. Sono nata a Udine e ci torno tuttora spessissimo per fare visita alla mia famiglia. Confesso però che al Museo Archeologico sono entrata solo una volta da bambina. Leggendo il tuo racconto, ho realizzato che sarebbe il caso di tornarci perchè sembra davvero interessante!

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  3. Leggendo di Udine mi ritornano alla mente tanti ricordi, da quando ero giovane e il mio ragazzo era li per il militare a dopo, dove ho lavorato… e, cavolo, mi sono resa conto che non sono mai entrata al Museo Archeologico. Da quanto hai scritto sembra veramente interessante, ci andro la prox volta che andro ad Udine, grazie sofia per la dritta

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  4. È da tanto che non vado a Udine, ma questo museo sembra la scusa perfetta per fare un bel giretto! 🙂 è bello sapere che ogni tanto in Italia le cose vengono fatte nel modo giusto e nel rispetto delle esigenze di tutti.

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