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Weekend di primavera: Bormio tra terme, sci e buona cucina

Continua il viaggio alla scoperta di mete primaverili per un weekend ‘fuori porta’. Dove andare per unire natura, divertimento e buona cucina e fare tutto in un weekend? Questa volta ho scelto la mia regione Natale, la Lombardia e il comune di Bormio. È la metà ideale se avete una famiglia come quella che avevo io da piccola: mamma che vorrebbe rilassarsi e babbo che vorrebbe solo stare in mezzo alle montagne, e entrambi che amano la buona cucina.

Bormio mi ha accolta in una sabato di sole. Una meraviglia. Un cielo azzurro che faceva risplendere le montagne innevate intorno. Non conoscevo Bormio come cittadina. C’ero stata a sciare tanti tanti anni fa.

Ad ogni modo, dopo una stupenda colazione con fette biscottate burro (locale) e marmellate (locali) io e Andrea Chandra siamo uscite a fare un giro nel centro. Il Rezia Hotel Bormio si trova proprio alle porte del centro, quindi attacco il mio Triride e partiamo. Da sole.

Decidiamo di percorrere la via centrale, per evitare di trovarci in situazione di poca accessibilità e magari di dover chiamare qualcuno a recuperarci. Ci rendiamo subito conto che il centro non ha grosse pendenze. E che alcuni locali sono anche accessibili.

Infatti ci fermiamo a fare merenda. Focacce con le olive. E la spesa la fa Andrea Chandra da sola (sono quei momenti in cui mi sento vecchia). Ci gustiamo la nostra conquista di autonomia doppia sedute sotto il portico guardando la gente che passa. C’è un matrimonio e in molti vanno verso la chiesa principale.

Noi invece restiamo incantante dalle cose che incontriamo lungo la via principale. Come le panche appese ai muri delle case. Gli enormi dipinti sulle parti alte di alcune case. Le fontane. E poi torniamo verso la partenza perché alle 13 dovevamo essere sulle piste da sci. Ma non possiamo non fermarci a vedere la scultura posta davanti alla piccola chiesetta. Un orologio ad acqua. Un meccanismo che incanta. Tutti i bambini che passavano di li si volevano fermare e volevano toccare quell’insieme di ingranaggi che si muovevano spinti dall’acqua e facevano muovere le lancette.

Note di accessibilità

Le vie del centro sono completamente accessibili. Alcuni negozi anche. Senza scalino. Molti però sono in palazzi e case vecchie quindi non a livello a strada. Le persone sono molto gentili e hanno cercato di aiutarci a trovare le soluzioni anche quando sembrava non essercene.

Ricordatevi che a Bormio potete anche sciare. Anche seduti come me. La scuola di sci a cui rivolgersi è la scuola Contea Di Bormio, chiedete di Roberto.

Le terme

Bormio ha delle bellissime terme e sono anche accessibili. Io però non sono andata perché i bambini di 8 anni come la mia Andrea Chandra non possono entrare e non volevo lasciarla solo per provarle. Ci tornerò. E vi saprò dire.

Dove dormire

Noi abbiamo dormito li due notti. Per un disguido avevano capito male le date di arrivo e abbiamo diviso in soggiorno su due hotel. La prima notte siamo stati al Palace Hotel. Accessibilissimo. Scivolo in entrata fisso. Ho incontrato anche altre persone in sedia. E la seconda sera siamo stati al Rezia Hotel più vicino al centro (infatti era stata la nostra prima scelta). Entrambi 4 stelle. Tutte meritatissime. Sia in accoglienza che nei servizi.

Cosa mangiare a Bormio

Tutto. È tutto buonissimo. La bresaola. I vari formaggi. E poi non dimenticatevi di assaggiare l’amaro Braulio. Io lo ricordo, o meglio ricordo il profumo, nelle sere d’inverno quando mio papà lo beveva dopo cena, dopo il caffè.

25 commenti

  1. Grazie per questo quadro di Bormio, mi sono ripromessa di andarci quando ho saputo delle terme (tappa fissa), anche se la lontananza rispetto alla mia location mi ha un po’ demotivato 😅 Ora posso dire di avere qualche buon motivo in più per andarci!

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  2. Mamma con le rotelle anch’io,dal 2009. A Bormio non ci vado, ci sono. Abito in Via Roma, al terzo piano della casa di fronte all’orologio ad acqua della fotografia. Bellissimo paese da visitare come turista. I servizi per i disabili che ci abitano sono un po’ meno a portata di utente e soprattutto a portata di portafoglio (10000€ da me sborsati per il montascale che mi permette di uscire di casa).

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