Diritti

Sei disabile? La stanza normale non te la diamo. Stai a casa

Chi mi segue sa quanto io ami essere autonoma. Chi mi legge sa che non ho paura di dire che ho la sclerosi multipla, che uso la sedia a rotelle e che se serve posso alzarmi (ancora ci riesco per fortuna) e fare due passi (gradini o altre barriere impossibili altrimenti). E tutti sapete che quando viaggio da sola uso la sedia per spostarmi ma, se serve uso le stampelle. Beh. Mi hanno detto che ‘no, non possiamo ospitarla perché non abbiamo la stanza attrezzata‘. E non era una organizzazione del mondo incivile. Erano italiani. Tutto è iniziato quando tre giorni fa una associazione italiana mi chiede se voglio partecipare a un convegno internazionale in Romania. Convengo con tema l’inclusione sociale e lavorativa dei disabili. Mi contattano tramite Facebook, quindi presume che almeno abbiano letto chi sono e cosa faccio. Ma io voglio essere precisa. Quindi dico che non ho problemi ad andare da sola, non hanno budget per un accompagnatore. ‘Mi porterò il Triride’. E rispiego che mi muovo in sedia a rotelle ma posso camminare e sono autonoma. Non mi serve bagno con i maniglioni, mi basta un seggiolino di plastica per la doccia. ‘Sto in piedi ma la doccia la faccio seduta’ specifico ‘per sicurezza’.

Mi risponde, al telefono, che non ci sono problemi. Hanno anche le camere per disabili. Ribadisco che non mi serve. Anzi. Non la voglio. Sono scomode, hanno water enormi e non poggio i piedi per terra. ‘Ah va bene. Allora nessun problema. Meglio. Sa in Romania non so cosa intendono per camera attrezzata.’

Restiamo che il giorno dopo ci saremmo sentiti per organizzare tutto e prenotare il volo. Invece.

La mattina ricevo un messaggio tramite Facebook che mi dice che non posso andare. La motivazione è che ‘sono obbligati a darmi una stanza attrezzata perché sono in sedia a rotelle e la legge è chiara’.
‘Scusi quale legge?’.
‘Guardi mi spiace. Ma l’hotel ha una sola stanza per disabili ed è già occupata.’

‘Guardi che non mi serve. Le ho detto che non la voglio’. Nulla. Sono obbligati a darmi la stanza attrezzata e siccome quella che c’è è occupata non se ne fa nulla.

E poi fanno un convegno sull’inclusione. Ma quale? Se non si parte dall’ascolto? Come si fa a parlare di inclusione e poi a fare differenze e ghettizzare in base a una legge che non esiste.

Sapete perché mi sono decisa a scrivere oggi di questo? Perché una mia amica, in Italia, si è vista negare una prenotazione quando ha chiesto se nei pressi dell’hotel ci fosse un parcheggio disabili. Voleva una camera superior vista mare, nulla di che. Ma davanti alla richiesta del parcheggio il panico. Tanto che è caduta la linea e non le hanno più risposto fino a quando non ha cambiato numero di telefono con cui chiamava.

Siamo nel 2018. Sì, è vero, siamo disabili. E sia io che Benedetta siamo felici. Non abbiamo problemi a parlare di noi e della nostra disabilità. E vorremmo che dall’altra parte si iniziasse a capire che siamo persone. E come tali vogliamo essere trattate. Quindi vogliamo anche poter scegliere la stanza d’albergo.

43 commenti

  1. I tuoi post mi lasciano spesso l’amaro in bocca, non smettere mai di parlare di questo argomento, magari qualcuno finalmente aprirà gli occhi. Mi dispiace molto per l’esito della collaborazione!

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  2. Hai fatto benissimo a scrivere questo post. Comprendo quello che scrivi e trovo che sia pazzesco, e lo dico soprattutto da comunicatrice. Gli organizzatori dell’evento, proprio per l’argomento che trattavano, avrebbero dovuto fare i salti mortali per trovare una soluzione. Come si fa a promuovere l’inclusione se proprio loro non sono in grado di gestirla?
    Come quelli che promuovono la sicurezza stradale e poi vanno a 300 all’ora in un centro abitato!!

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  3. Sofia e’ assurdo, proprio perche’ siamo nel 2018 non ci dovrebbero essere queste limitzioni! io credo che piu’ che leggi ci dovrebbe essere un po’ piu’ di buon senso in molte cose e mettersi nei panni dell’altro. La parola empatia sembra ormai sparita dal vocabolario..sei una guerriera niente di fermera’!

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  4. Sono letteralmente senza parole. Il mondo come lo conosciamo noi ‘abili’ già spesso non è proprio il massimo, ma per chi ha qualche problema motorio è un disastro! Tra l’altro che problema c’è a dare una stanza normale…forse non volevano problemi nel malaugurato caso fosse successo qualcosa….non saprei…

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  5. Non ho parole davvero.. mi accorgo sempre di più di quanto siamo contornati da inciviltà. Mi dispiace tanto per te e per la tua amica, questo tipo di esperienze non dovrebbero succedere. Tu continua a parlarne, e non perdere mai la tua eccezionale energia!

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  6. Leggere questo tuo post mi lascia un po’ interdetta. Spero per loro che questa sia solo una scusa maldestra e improvvisata per tirarsi indietro dalla proposta e non la realtà. Altrimenti sarebbe davvero da approfondire il loro concetto di inclusione.

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  7. Assurda questa storia ma hai fatto benissimo a parlare apertamente di quanto successo. credo che molte cose oggi giorno vanno male soprattutto perchè non tutti hanno il coraggio di parlare, di dire come stanno le cose, la verità. Mentre io denuncio le cose quando penso siano sbagliate, e tu hai fatto uguale e sono pienamente d’accordo con te!

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  8. Sofia, questa storia ha dell incredibile. Quando leggo di queste cose e dei comportamenti di certa gente, mi vergogno di essere un essere umano. Ma tu, noi, possiamo con intelligenza far capire dove si puo migliorare e dive si sbaglia. Purtroppo sono sempre meno quelli che hanno il,coraggio di parlare. E questo, è ancora piu preoccupante. Quando non si discute più significa che siamo, come essere umani, morti. Discutere siginfica che ancora ci tieni al mondo, a migliorarlo.

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  9. I tuoi post fanno sempre rifettere molto. Fanno capire quanto siano ottuse certe persone, e nelle certe persone mi ci metto pure io, perché i rischi di cadere in pregiudizi e schemi mentali precostituiti é sempre in agguato e può riguardare tutti. Tu continua per la tua strada!

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  10. Sull’Italia non mi stupisco più di nulla… Che poi la storia del parcheggio è assurda perché anche non ci fosse basterebbe organizzarsi con dei coni mobili per lasciare lo spazio necessario!

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  11. Ciao Sofia, ti trovo molto coraggiosa a parlare della tua vita. Sei rivoluzionaria sai? Perché in qualche modo stai rompendo degli schemi e dei tabù. Ho fatto il servizio civile nell’Aism ed è stata un’esperienza molto forte e arricchente, dopo quell’anno c’è stato un prima e un dopo nella mia vita. Invitare a un convegno sull’inclusione per poi escludere è davvero assurdo.

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  12. Leggere questa tua esperienza mi mette proprio di cattivo umore..
    E’ davvero triste sentire queste cose.. questa discriminazione..
    Mi dispiace davvero tanto per te e per la tua amica. Sono cose inaccettabili!

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  13. Che tristezza quello che è successo! fai bene però a condividerlo e far acquisire consapevolezza a più persone possibili. Giusto per farci una risata, comunque, ho chiamato con il numero privato una persona che dovevo contattare per lavoro e si negava sempre. Con il privato ha risposto al secondo squillo e ci è rimasta malissimo che fossi io… fregata!

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  14. quello che ti è successo mi fa tristezza e rabbia allo stesso tempo! Ma come è possibile che al giorno d’oggi succedano ancora simili?! Stento a crederci! Hai fatto bene a condividere con noi la tua esperienza!

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  15. Ciao! Hai fatto benissimo a scrivere quest’articolo… ti prego di continuare a scrivere articolo di questo tipo dove denunci queste situazioni, non devono rimanere “nascoste” . mi piace leggere il tuo blog perchè scopro situazioni incredibili !

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