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‘Io lo adotto!’ Riassunto della visita al Museo Galileo di Firenze

Firenze ha tantissimi luoghi ‘nascosti’ che possono essere ottimi posti per passare un pomeriggio diverso con i propri figli. Uno di questi è il Museo Galileo. Un posto ricco di storia e di scienza, che sa coinvolgere i bambini. Io sono andata di domenica, con Andrea Chandra. All’inizio è stata dura coinvolgerla. La prima parte del museo espone invenzioni che a 8 anni ancora non capisce e di cui non le interessava nulla.

È rimasta incantata nel vedere i mappamondi. Noi e la nostra idea del giro del mondo in quelle sale eravamo praticamente a casa.

Ma il culmine è stata la sala in cui c’erano delle ricostruzioni dei vari tipi di parto e dell’uso del forcipe. Erano mezzi manichini, ricostruiti anatomicamente perfetti, in cui si vedeva la posizione del bambino. Ho potuto così spiegare a Chandra come nascono i bambini. Risultato? ‘Che schifo. Io lo adotto!

L’ultima parte del museo permette ai visitatori di provare alcuni degli esperimenti visti nelle sale prima. Andrea Chandra si è divertita molto qui a provare i test di gravità e di moto con le palline.

Accessibilità

Il museo è completamente accessibile. Ha un ingresso riservato ai disabili sul lungarno Anna Maria Luisa De Medici al numero 2. Trovate un citofono con il quale potete richiedere l’intervento di qualcuno che venga ad aprirvi. L’ingresso è gratuito sia per il disable che per l’accompagnatore.

All’interno potete muovervi senza fatica. Gli spazi sono ampi e i piani collegati o tramite ascensore o con montascale. Unica pecca: per attivare il montascale dovete chiamare l’assistenza. Quindi dovete o avere un accompagnatore o chiedere a qualche altro visitatore di andare a chiamare qualcuno, perché qui non c’è citofono.

Il sito dove potete trovare tutte le informazioni è www.museogalileo.it.

19 commenti

  1. Che bello, mi piace la sintesi di tua figlia “che schifo, lo adotto”, beh in effetti è un museo un po’ strano, non lo avevo mai sentito pur avendo girato Firenze in lungo e in largo. Ma non si smette mai di imparare, grazie per le info e grazie per avermi fatto ridere con Chandra.

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