Diritti Svago e Divertimeno

Di teatri e pedane attrici fantasma

Domenica mi sono recata a uno spettacolo in un piccolo teatro di una piccola cittadina: il teatro Dovizi di Bibbiena. Un piccolo gioiello in un centro storico meraviglioso. Un teatro piccolo, ben tenuto. C’era lo spettacolo, stupendo, della scrittrice Cinzia della Ciana e della pianista Leonora Baldelli.

Una lettura di poesie alternate, altre volte sovrapposte, alla musica al pianoforte. Un’ora di arte pura. Uno spettacolo veramente unico e suggestivo.
Però, c’è un però.
Un però che non dipende da chi ha organizzato lo spettacolo, ma da chi il teatro Dovizi lo gestisce. O da chi al teatro è addetto all’accoglienza, a far entrare le persone.
Ci sono due scalini, non altissimi, ma di quelli vecchi, poco profondi. Il teatro si trova in una vietta di passaggio laterale alla piazza centrale del centro storico di Bibbiena. Pioveva, domenica.
Quando sono arrivata e ho visto gli scalini, ho fatto chiedere se potevano mettermi la pedana. Al solito la mia ingenuità mi ha fatto credere che fosse naturale avere la pedana a portata di mano. O almeno sapere dove fosse.
Invece no.
Come al solito, chi avrebbe dovuto saperlo, ha iniziato ad agitarsi e a chiedere dove fosse, e intanto io aspettavo sotto la pioggia.
Per fortuna ho la sclerosi multipla e posso ancora, con diversi aiuti, fare due gradini. Quindi al primo astante (grazie prof. Matucci) mi sono fatta aiutare e sono salita con le mie gambe per risedermi subito dopo.
Ma continuo a ripetermi che, se al mio arrivo erano impreparati, non lo erano alla mia uscita, dopo lo spettacolo. Lì si che mi aspettavo, e credo anche con ragione, di trovare la pedana pronta da posizionare. Invece no. Non c’era la pedana ne chi avrebbe dovuto chiedermi se volevo che la si posizionasse.
Quindi mi sono rialzata e, sotto la pioggia, fatto i due scalini. E ringrazio la signora che non ho fatto in tempo a salutare, che mi ha vista in difficoltà e mi ha preso sotto il braccio da dietro per aiutarmi.
Ora, qualcuno dirà che voglio sempre far polemica. Si. Voglio farla. Perché non si può dare per scontato, in un locale pubblico gestito dal Comune, che non ci siano possibili avventori in sedia a rotelle. Non si può nel 2018 arrivare a un teatro e, nel caso fossi arrivata con una sedia a motore che pesa 100 chili, dover stare fuori sotto la pioggia aspettando che qualcuno si ricordi dove sta la pedana.
E’ inciviltà, in un paese che si dichiara civile.
E non voglio le scuse di nessuno. Voglio poter capitare di nuovo a Bibbiena per uno spettacolo e trovare qualcuno in grado di posizionare la pedana in meno di 5 minuti. Perché se piove e fa freddo 5 minuti sono un’eternità.
Ah si, la pedana. C’era. Era dietro la tenda a lato dell’ingresso. Bastava saperlo.

18 commenti

    1. Già. E la cosa che mi da i nervi è che erano lì a guardarmi ma nessuno che abbia provato a dire ‘ti aiutiamo’ a parte il prof Matucci. Che mi conosce da due anni ed era tra le persone che si occupavano dello spettacolo. Quindi ha cercato di sopperire a qualcosa che non dipendeva da lui.

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  1. Siamo il Paese delle leggi e delle regole ma poi non le applichiamo (e fin qui, non va bene, ma pace). Il problema è che abbiamo perso anche la sensibilità alle difficoltà altrui.

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  2. Io ci penso ogni giorno, ché meno male che vado in giro con la fascia, perché col passeggino mi sarebbero già uscite tre ernie e molti nervi poco saldi. Il cambiamento è lento. Ma a forza di sensibilizzare le persone, se ci rimangono nervi saldi attivi, ce la si può fare prima della prossima Era Glaciale.

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  3. È veramente vergognoso, non dovrebbe mai succedere una cosa del genere. Ancora più vergognoso che dopo il problema all’entrata non abbiano saputo porre rimedio almeno per l’uscita dal teatro..

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  4. ma quale polemica, anzi fai benissimo e continua a cosi.. se non ci lamentiamo mai è normale che le cose andranno sempre così e non cambieranno mai!!! spero per te sia stata l’ultima volta, ma purtroppo in un paese così non c’è da sorprendersi più di tanto 😦

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  5. Fa veramente male sentire queste cose nel 2018. E già immagino l’imbarazzo e la confusione alla ricerca della fantomatica pedana. Questi sono elementi basilari, diritti sacrosanti di cui non si dovrebbe nemmeno mettere in dubbio l’esistenza. Poveri noi!

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  6. Che gente ignorante e incivile. Fai benissimo a scrivere di queste cose, purtroppo se non ci si fa sentire in questo paese nessuno ti ascolta..e anche così non è affatto detto che le cose cambino..

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  7. il Paese delle regole che non sono regole! quando servono non ci sono e se ci sono fanno schifo! è una vergogna! Il punto è che bisognerebbe far leggere a più persone queste cose!

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  8. In questo paese vince sempre la disorganizzazione! Che disastro…Per fortuna sei riuscita a entrare e goderti lo spettacolo! Dev’essere stata una gran bella serata nonostante tutto! Io ho notato soprattutto a Milano la quantità di hotel che hanno almeno due, tre scalini all’ingresso e ogni volta mi chiedevo come facciano ad accogliere passeggini e carrozzine e ogni volta gli facevo notare che per me non è affatto piacevole dover trascinare la valigia su per le scale (che poi ormai sono allenata, ma è più per principio!). C’è ancora tanta strada da fare!

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  9. Assurdo… mi dispiace tu abbia dovuto sopportare una situazione del genere, soprattutto nel 2018. Per fortuna ogni tanto si può contare sulla gentilezza degli sconosciuti, per citare Tennessee Williams ^^’ Ma ogni tanto sarebbe bello che le cose funzionassero un po’ meglio, Un abbraccio

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  10. Non è polemica. Per niente. Essendo una struttura comunale fa ancora più rabbia. Speriamo che almeno questa incivile situazione sia stata d’esempio per le prossime volte. Anche se rimango allibita per l’uscita.

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