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Vistaterra: angolo di paradiso accessibile nel Canavese

Ogni tanto fa bene concedersi una giornata nel lusso. A chi piace logicamente. Io ho scoperto che esiste un posto, vicinissimo ad Ivrea, che vi consente di godervi un weekend speciale. Si chiama Vistaterra ed è un vecchio castello restaurato ed accessibile.

Certo, non è per le tasche di tutti. Lo si vede arrivando che è un posto di quelli da mille e una notte, ma passare un week end qui per un’occasione speciale può valerne veramente la pena.

Situato nel Canavese, il castello è circondato da piccoli borghi e meravigliose campagne, poco distanti ci sono castelli da poter visitare con la famiglia, come il castello di Masino o lo stesso castello di Ivrea, entrambi all’interno dei monumenti FAI.

Guida alla scoperta del Canavese

All’interno del Vistaterra trovate la possibilità di degustare vini e prodotti locali, perché la proprietà ha puntato tutto sulla produzione artigianale e quanto più prossima possibile, arrivando anche a produrre in proprio molte delle bontà che trovate nelle botteghe o al ristorante.

Hanno una linea cosmetica dedicata e prodotta qui, che vi accoglie con un delizioso profumo nelle stanze e non vi abbandona mai, grazie ai diffusori sparsi nelle sale comuni. E, per gli amanti del vino, un’enoteca con un’attenta selezione di vini, piemontesi ma non solo, che potete degustare accompagnandoli a meravigliosi taglieri di salumi e formaggi, sempre locali, o a un pasto veloce.

Al Caffè La Lettera, dedicato alla celebre macchina da scrivere Olivetti, che di Ivrea è un po’ il simbolo, oltre a potervi fermare per un the, servito con pasticcini e torte fatte sempre in casa, potete trovare dei piatti che legano i prodotti genuini con la salute, con dei menu a piatto unico che non riuscirete a finire (almeno io non ci sono riuscita) e che sono ideali anche per chi vuole guardare la linea, con la segnalazione delle calorie a fianco della portata.

Per i palati più esigenti, al primo piano, il ristorante Alessio I vi potrà stupire con abbinamenti forse azzardati ma frutto dello studio e dell’estro dello chef Raffaele Cerrato, che definisce il suo menù ‘miseria e nobilità, un po’ come la mia storia’.

Non dimenticatevi di fare un giro nei giardini del castello. Ne vale assolutamente la pena. E anche il tour delle dimore che si può fare a piedi in 1 ora merita, anche se quando l’ho fatto io era freddo.

E da settembre oltre a tutto questo troverete anche la Spa, con tre vasche esterne, su una terrapieno che guarda la vallata.

Unico consiglio: prenotare per tempo. Le stanze sono poche e la location molto ricercata.

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