Diario Libri Sclerosi Multipla

È ufficiale: Mamma Ha Le Rotelle è in viaggio

Sembra solo ieri che mi veniva detto che avrei dovuto usare per il 90% del mio tempo la sedia a rotelle. Eppure sono passati più di 4 anni. E questi 4 anni ho voluto raccontarveli. Almeno per farvi capire che io non sono le mie ruote.

Ho scritto ‘Mamma ha le rotelle’ per cercare di raccontarvi come ho visto il mondo dalle mie ruote in questi 4 anni. E ho iniziato ieri. Da Arezzo. Dove abito e vivo da 9 anni.

Una presentazione bellissima, con tanti amici che mi hanno regalato una emozione grandissima. Non solo perché erano presenti. Soprattutto perché mi hanno dimostrato che l’amicizia conta tantissimo.

Devo ringraziare tutti. In primis la professoressa Laura Occhini dell’Università di Siena che mi ha fatto l’onore di presentare il mio libro, cogliendo l’occasione per parlare di temi importanti, come l’eutanasia e la dignità.

Grazie a Dario, Francesca, Nico, e gli altri colleghi studenti che hanno frequentato con me l’università. Grazie a Martina che si è fatta più di qualche chilometro per esserci. Grazie ad Antonella e Djalma che, insieme a Claudia, mi hanno accolta nella loro famiglia. Grazie alla dott.ssa Laura Bondi, professionista meravigliosa e ‘la persona’ che tutti vorrebbero avere nella loro vita, ma è mi e guai a chi la tocca. Grazie alla professoressa Cirillo. Grazie al professor Matucci per le belle parole che ha usato nei confronti della mia prova di scrittura.

E poi grazie a Leonardo che mi accompagna sempre e ovunque.

E infine grazie a mia figlia Andrea Chandra, che ha ispirato il titolo di questo libro, a mia figlia Pamela che ha realizzato la grafica della copertina e a mio figlio Dejan che ha accolto questo scritto nella sua neonata casa editrice.

Ora spero lo leggerete, lo commenterete. Lo trovate su Amazon in eBook , se invece lo volete cartaceo scrivetemi a sofia@mammahalerotelle.com e ve lo mando con dedica.

Mamma Ha Le Rotelle: La disabilità può essere un momento di trasformazione, basta saperlo riconoscere e non fermarsi a piangere per troppo tempo

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