Svago e Divertimeno

Mostra del Cinema di Venezia

Eh si. Ci sono riuscita. Giovedì ho passato un’intera giornata alla Mostra del Cinema di Venezia.
Sicuramente molti di voi sanno della mia paura folle di andare su barche e affini, ma ho dovuto fare uno sforzo e prendere il “vaporetto” (che però non va a vapore).


La sensazione, una volta arrivata a Venezia Lido, era più di incredulità che altro.
Dal 2009 sono direttrice editoriale di http://www.periodicodaily.com e quello di arrivare a vedere qualche presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia era un sogno che sembrava impossibile da raggiungere.
Invece eccomi lì. Sono stata a un passo da Jane Fonda, a un passo da Mat Damon, a un passo da personaggi che potevo solo immaginare di incontrare, fino a tre giorni fa.
Ok, non proprio un passo, magari a una ruota ecco.

Vorrei spendere una parola per l’accessibilità trovata all’interno degli spazi della Mostra. Non ho avuto alcuna difficoltà. Partendo dalla stazione di Venezia Santa Lucia, ho preso il primo “vaporetto” che è arrivato e che andava a Lido. Personale gentilissimo, che mi ha aiutata a salire. Eravamo in due in sedia a rotelle e il personale non ha fatto alcun problema (cosa che invece sui bus è prassi).
La Mostra del Cinema ha spazi enormi e sempre accessibili. Rampe per entrare ovunque: al bar sul piazzale, all’hotel Excelsior (un ragazzo della security mi ha accompagnata e aperto la porta), nelle varie sale delle proiezioni e delle conferenze stampa.
Sono stati tutti molto attenti e gentili.

Ho notato alcune cose che mi hanno lasciata perplessa. Come, ad esempio, ragazzi e ragazze seduti ai bordi del muretto che delimitava il red carpet, attrezzati con ombrellini per ripararsi dal sole, ma anche con scale per poter salire più in alto e vedere meglio i propri idoli. C’era qualcuno che aveva un  bastone con attaccato un blok notes per gli autografi, così non doveva nemmeno sporgersi.
C’erano papà e mamme che erano lì dalla mattina a tenere il posto ai figli, che sono arrivati nel pomeriggio. C’è da capire se i fan erano i figli, come hanno detto i genitori, o invece loro e usavano la scusa dei figli per essere lì, in prima fila.

Il lusso che “gira” in questi giorni in quella zona di Venezia è estremo. Come estremi sono i modi di vestirsi di alcuni. Ad una conferenza stampa una giornalista è venuta direttamente passando per la piscina, in tenuta “da spiaggia”: infradito, camicione con sotto il costume, cappello di paglia. Peccato avesse 70 anni (se erano meno erano portati male) perché se ne avesse avuti meno avrebbe fatto la felicità di molti giornalisti. Ad un aperitivo, offerto da una casa di produzione, una donna di circa 80 anni è arrivata vestita con gonna in tulle e maglia ad uncinetto tutta traforata nera. L’ho vista di spalle, non ho visto se portava il reggiseno, ma mi auguro di si.

Il festival degli eccessi, come sempre. E delle polemiche sterili. Come quella su Maria Elena Boschi, che con il fratello ha scelto di andare a vedere alcune proiezioni. Era lì in veste privata e subito qualcuno ha pensato di scatenare questioni stupide. Ma gli italiani sono così. L’invidia fa scherzi strani.

Io mi sono divertita un sacco e il prossimo anno vedrò di essere presente per più tempo. Intanto mi godo i ricordi di questa giornata.

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