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Elogio del mazzo di chiavi…del bagno dei disabili

E ti capita di fermarti in un autogrill, di cui non faccio il nome, ma il cane a sei zampe doveva farmi capire che non era cosa.
Scendi dall’auto, perché unico motivo della fermata è farmi fare pipì.
Già l’approccio non è granché. Un suv Volvo nero lucido ostruisce buona parte del passaggio disabili, e mi trovo costretta a passare a meno di un centimetro dal paraurti del sub, che da un lato mi istigava a lasciargli un bella riga nera, dall’altro ringraziavo e rispettavo per la sua lucida pulizia.
Poi entri. Da un lato banco distributore, con una signora intenta a spazzare a terra, dall’altro banco bar, con una signora intenta a servire due clienti entrati prima di me.
In mezzo la porta del bagno disabili.
Mi vedono, le due signore. Quella al bar mi dice “le do subito la chiave” e poi “per favore dai la chiave alla signora?” rivolgendosi alla donna che spazzava.
La quale arriva e apre un cassetto.
Dal quale, cassetto, estrae un sacchetto pieno di chiavi che nemmeno San Pietro.
Sacchetto che svuota sul bancone vicino alle briosche e alle pizzette, sparpagliando decine di chiavi con etichette colorate ovunque.
E inizio a pensare che forse se la sono persa la chiave del bagno dei disabili.
Ma alla fine la trova, la chiave del bagno dei disabili, e non me la da. Mi apre la porta, gentile.
E mentre sono dentro questo bagno, e noto dal l’odore che forse lo usano una volta l’anno, penso che non ha alcun senso chiudere a chiave la porta del bagno disabili quando questa si trova praticamente iper sorvegliata e così vicina ai banconi che se fai un rumore lo sente anche io signore che fuori sta bevendo il caffè.
E continuo a pensare che un cestini dei rifiuti alto quanto il lavandino è sprecato in un bagno che non si usa.
Finisco e cerco lo sciacquone. E mi rendo conto che si, questo bagno si usa forse una volta l’anno, perché su bottone dello sciacquone c’è uno sciame di moscerini morti…
Ma perché avete chiuso a chiave e li avete lasciati morire così? Non era meglio lasciare la porta aperta?

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